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La storia del Sapone Artigianale

L'origine del sapone si perde nella notte dei tempi. Chi lo ha scoperto per primo?

Il termine "sapone" presenta notevoli affinità nelle diverse lingue: savon (francese), seife (tedesco), saippua (finnico), szappan (ungherese). Il più antico documento che fa riferimento al sapone e al metodo di lavaggio della lana è stato ritrovato in Mesopotamia (fig.1): si tratta di una tavoletta di argilla di epoca sumera scritta in caratteri cuneiformi, risalente al 2500 a.c. In un'altra tavoletta di epoca sumera (fig.2) del 2200 a.c. si trova addirittura una formulazione per la preparazione di un sapone che consiste in una miscela di acqua, alcale e olio di cassia. In ogni caso è da tempo documentato il fatto che la pulizia e l'uso di acqua e sapone migliorano nettamente le condizioni di vita: la mortalità infantile, infatti, risulta più bassa dove l'utilizzo del sapone è maggiore.
In origine il concetto di pulizia aveva connotazioni religiose: la pulizia del corpo rappresentava il mezzo per accedere alla purezza spirituale.
I Greci furono i primi a valorizzare gli aspetti puramente estetici della cura del corpo. A loro viene fatta risalire, inoltre, l'espressione "una mente sana in un corpo sano". I Romani, come è noto, subirono notevolmente l'influenza della cultura greca e proseguirono sulla strada già tracciata da loro dando avvio, per esempio, alla costruzione di grandi bagni pubblici e di imponenti acquedotti, utilizzati sia per scopi alimentari che per favorire le pratiche di pulizia personale.
Con l'avvento del Medioevo, l'importanza che in epoca antica era stata attribuita alla pulizia personale diminuì e, con essa, l'uso del sapone. Lo testimonia l'espressione "Medioevo: mille anni senza un bagno". Bagni pubblici ed acquedotti vennero smantellati. La produzione del sapone proseguì, sia pure in quantità limitate, soprattutto nell'area mediterranea, in particolare in Spagna ed in Sicilia, dove l'influenza araba era più marcata e, inoltre, a Venezia e a Savona. Fattori limitanti erano rappresentati dalla disponibilità e dalla purezza degli alcali e dalla conoscenza della natura degli oli e dei grassi in generale.
Furono i francesi Nicolas Leblanc e Michel Eugène Chevreul ed il belga Ernest Solvay che resero possibile la produzione del sapone su larga scala. Nel 1787 Nicolas Leblanc mise a punto un processo per ottenere soda caustica dal cloruro di sodio (il sale da cucina), che aveva però lo svantaggio di produrre grandi quantità di solfuro di calcio, altamente inquinante. Nel 1823 Michel Eugène Chevreul scoprì la natura chimica degli oli e dei grassi. Quando un gliceride come un olio od un grasso reagisce con soda caustica o potassa, si produce sapone e si libera glicerina (vedi la sezione "un po' di chimica"). Nel 1861, infine, Ernest Solvay mise a punto un processo per la produzione di carbonato di sodio a partire da sale comune, ammoniaca, anidride carbonica e calce che era meno inquinante del processo Leblanc.

Mesopotamia 190Tavola SumeraSapone di Marsiglia

Soap Manufacturing Technology - Luis Spitz, 2009 AOCS Press, Urbana, IL 61802